venerdì 27 nov 2020
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GOOGLE VINCE CON HOGAN LOVELLS

GOOGLE VINCE CON HOGAN LOVELLS

 
I giudici italiani chiariscono il ruolo di Google come Internet Service Provider e lo esonerano da responsabilità per i contenuti ospitati (con riguardo al servizio Web Search) e per le ricerche effettuate dagli utenti (con riguardo alla funzionalità denominata “Autocomplete”).
 
Google, assistita dallo studio legale Hogan Lovells con gli avvocati Marco Berliri (socio), Massimiliano Masnada (of counsel) e Marta Staccioli (associate) del team di Technology, Media and Telecommunication e Luigi Mansani, socio del dipartimento di Intellectual Property, ha riportato due importanti vittorie.
 
Il 25 maggio scorso, la sezione specializzata in materia di proprietà intellettuale del Tribunale di Firenze ha rigettato – con ordinanza soggetta a possibile reclamo – il ricorso con il quale si chiedeva la rimozione dal motore di ricerca del link ad un sito i cui contenuti, secondo il ricorrente, violavano il proprio diritto d’autore nonché la propria immagine e reputazione. Il Tribunale di Firenze ha chiarito che Google non può essere ritenuta responsabile per i risultati del motore di ricerca e non è obbligata ad intervenire su semplice diffida di parte ma solo quando un organo competente abbia dichiarato che i dati sono illeciti, oppure abbia ordinato la rimozione o la disabilitazione dell’accesso agli stessi.
 
Con ordinanza del 2 maggio scorso, non più soggetta a reclamo, il Tribunale di Pinerolo ha rigettato il ricorso con cui un imprenditore chiedeva la rimozione dell’associazione del suo nome ai termini “indagato” e “arrestato” dalla funzione di completamento automatico del motore di ricerca di Google. Il Tribunale, ha precisato che l’accostamento di meri termini di ricerca non costituisce un’affermazione di senso compiuto attribuibile a Google, riconoscendo che in relazione ad Autocomplete Google si limita a svolgere con neutralità un mero servizio di memorizzazione dei termini di ricerca utilizzati in precedenza.Google non può quindi essere ritenuta responsabile dei termini di ricerca inseriti dai suoi utenti.
Si tratta di due provvedimenti innovativi che hanno provocato un dibattito internazionale tra gli addetti ai lavori.

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