Golden Power: nel 2025, 40 interventi. Difesa, 5G e investimenti esteri al centro

Nel 2025 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali di Golden Power in 40 casi, confermando la centralità ormai strutturale dello strumento nella tutela degli asset strategici nazionali. È quanto emerge dallo studio “Golden Power Year in Review 2025” dell’Osservatorio Golden Power, centro di ricerca indipendente dedicato all’analisi dell’applicazione, dell’evoluzione giurisprudenziale e delle prassi in materia di poteri speciali in Italia e nell’Unione europea.

Nel dettaglio, 38 interventi si sono concretizzati nell’imposizione di condizioni e prescrizioni – 22 in relazione a nuove operazioni societarie, 2 per la modifica di precedenti prescrizioni e 14 con riferimento alle notifiche dei piani annuali 5G – mentre in 2 casi la Presidenza del Consiglio ha esercitato il veto, opponendosi all’acquisto di partecipazioni.

Complessivamente, si stima che nel corso dell’anno siano state trasmesse oltre 900 comunicazioni tra notifiche e pre-notifiche.

L’indagine, curata da Michele Carpagnano, direttore scientifico dell’Osservatorio, docente di Diritto antitrust presso l’Università di Trento e partner di Dentons, e da Luca Picotti, ricercatore dell’Osservatorio, evidenzia come il 15% delle delibere di esercizio dei poteri speciali sia stato adottato sulla base dell’art. 1 del D.L. n. 21/2012 (difesa e sicurezza nazionale), il 30% ai sensi dell’art. 2 (altri settori strategici) e il 35% dell’art. 1-bis relativo ai piani annuali 5G. Il restante 20% delle decisioni si fonda su una doppia base giuridica, combinando gli articoli 1 e 2 del decreto.

Sotto il profilo delle operazioni societarie, nel 2025 il Golden Power ha riguardato prevalentemente acquisizioni di partecipazioni, in 17 casi, generalmente di controllo, seguite dalle cessioni di asset e rami d’azienda (4 casi). I settori maggiormente interessati risultano essere quello della difesa e dell’aerospazio, con 7 interventi, seguito dalla salute e dall’elettronica avanzata, entrambi con 4 casi.

Quanto alla provenienza degli investitori, Cina e Stati Uniti si confermano i Paesi rispetto ai quali si registra il maggior numero di interventi: 5 investimenti cinesi e 4 statunitensi sono stati sottoposti a condizioni o prescrizioni, mentre i soli due veti adottati nel 2025 hanno riguardato proprio un investitore cinese e uno statunitense. I dati mostrano tuttavia un utilizzo diffuso del Golden Power anche in operazioni intra-UE (6 casi) e intra-italiane (2 casi). Dal punto di vista territoriale, le imprese target risultano concentrate principalmente in Lombardia (7) e nel Lazio (6).

Sul fronte contenzioso, nel 2025 il giudice amministrativo si è pronunciato quattro volte in materia di Golden Power nell’ambito dei giudizi di revisione dei decreti della Presidenza del Consiglio: tre sentenze del TAR Lazio e una del Consiglio di Stato.

Secondo Michele Carpagnano, l’analisi «conferma la natura strutturale del fenomeno di espansione dei poteri speciali preposti alla tutela degli asset strategici nazionali e una progressiva trasformazione del Golden Power da strumento di difesa passivo a strumento attivo, al confine con la politica industriale, nella prospettiva di ricostruzione delle filiere strategiche e di una maggiore autonomia strategica nazionale».

Luca Picotti sottolinea invece la crescente rilevanza del settore della difesa, inteso in senso ampio: «Non più limitato al perimetro tradizionale, ma esteso all’intera supply chain, dai materiali critici alle infrastrutture elettroniche. L’aumento delle operazioni a doppia base giuridica riflette l’ibridazione dei settori industriali e impone alle imprese un’analisi sempre più approfondita dei propri prodotti, clienti e tecnologie».

Sullo sfondo, resta aperto il confronto istituzionale con l’Unione europea sulla compatibilità della normativa italiana in materia di Golden Power con il diritto UE, nonché il dibattito sulla revisione del Regolamento IDE, orientato a una maggiore uniformazione delle regole e delle procedure tra gli Stati membri.

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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