Giustizia civile, in dieci anni arretrato giù del 30%: più efficienza ma pesano i picchi di domanda
L’Associazione T6 – Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane presenta il primo Studio sui flussi di contenzioso civile nel decennio 2014–2024, realizzato con il supporto di Marco Pesenti, presidente di La Scala Società tra Avvocati e dell’Associazione T6, e di Laura Pelucchi, partner della stessa realtà e referente della commissione esecuzioni immobiliari.
L’analisi, basata sui dati ufficiali della Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa del Ministero della Giustizia, fotografa l’evoluzione del settore civile in 140 Tribunali e 29 Corti d’Appello. Il dato più significativo riguarda la riduzione delle pendenze: oltre 800mila cause in meno nel periodo osservato, pari a circa il 30%, con un calo da 2,82 milioni nel 2014 a poco più di 2 milioni nel 2024.
Il miglioramento è attribuibile a una capacità di smaltimento stabilmente elevata. Per gran parte del decennio, i procedimenti definiti hanno superato i sopravvenuti, consentendo una progressiva riduzione dello stock. Il rapporto definiti/sopravvenuti, pari a 1,06 nel 2014, si è mantenuto sopra la soglia di equilibrio, segnalando un sistema in grado di assorbire i nuovi flussi. Anche il tasso di smaltimento complessivo è cresciuto: il rapporto definiti/aperti è passato da 0,44 a 0,48.
Il 2024 registra tuttavia una battuta d’arresto, con un aumento delle cause in entrata del 5,8% rispetto all’anno precedente, che interrompe il trend discendente dei pendenti. Un dato che non indica un’inversione strutturale, ma conferma la sensibilità del sistema a incrementi improvvisi della domanda.
Secondo Pesenti, i risultati del decennio sono legati alla digitalizzazione e alle riforme, dal Processo Civile Telematico alla Riforma Cartabia e al PNRR, che hanno inciso sulla produttività e sulla gestione dei flussi. Le simulazioni previsionali indicano un possibile mantenimento dell’equilibrio, ma avvertono: senza risorse strutturali, eventuali rallentamenti potrebbero incidere nuovamente sull’arretrato.