Geopolitica, cybersicurezza e tasse: le sfide dei contenziosi nel 2026 secondo Baker McKenzie

Il 2026 si preannuncia un anno complesso per le organizzazioni globali e per la gestione dei contenziosi internazionali, tra pressioni geopolitiche, digitalizzazione e normative sempre più complesse. È quanto emerge dall’ultimo Global Disputes Forecast di Baker McKenzie, basato su un sondaggio condotto su 600 senior lawyer di multinazionali attive in settori quali industria, manifatturiero, healthcare, tecnologia, finanza ed energia.


Geopolitica e trade policy: nuovi driver di rischio

Il 79% degli intervistati indica tariffe, sanzioni ed export controls come fattori esterni che aumentano l’esposizione ai contenziosi, mentre l’82% teme indagini internazionali o multi-agenzia. La gestione dei rischi in un contesto geopolitico frammentato diventa quindi cruciale per le aziende che operano in mercati globali, in particolare in Germania e Regno Unito, dove le economie sono fortemente legate al commercio estero.


Cybersicurezza e fiscalità al centro dei contenziosi

Tra le aree di rischio emergono soprattutto cybersicurezza (18%) e fiscalità internazionale (12%). L’aumento della digitalizzazione, unito a normative complesse come la NIS2 in Europa o la CIRCIA negli Stati Uniti, rende le controversie su dati e privacy sempre più frequenti. La complessità fiscale, inclusa la gestione del Pillar Two dell’OCSE, richiede alle aziende competenze avanzate in materia di compliance cross-border.


Il punto di vista dei partner italiani

I partner del Dipartimento Dispute Resolution, Lorenzo de Martinis e Gaetano Iorio Fiorelli, sottolineano:

“Il panorama per chi deve gestire compliance e rischio di contenzioso è impegnativo. In una prospettiva di mercato internazionale, le pressioni geopolitiche hanno accelerato le vulnerabilità di un contesto caratterizzato dalla trasformazione digitale. La consapevolezza del rischio nelle aziende esiste, ma organizzazione e procedure interne spesso non sono adeguate rispetto a mercati e sistemi normativi in rapida evoluzione. Cogliere le opportunità offerte da AI e piattaforme tecnologiche evolute richiede visione e attenzione, per migliorare funzioni di governance, procedure e coordinamento interno a scopo di prevenzione e gestione delle situazioni di crisi. La gestione efficace del rischio richiede un approccio legale complessivo, con il supporto di consulenza specialistica multidisciplinare applicata in modo mirato ed efficiente. Il ritorno dell’investimento in resilienza organizzativa è sempre fortemente conveniente per l’azienda”.


Risorse limitate e sfide operative

Il 38% delle organizzazioni ritiene insufficiente il budget per contenziosi 2026, limitando la capacità di gestire indagini e casi complessi. La diversificazione di supply chain, clienti, partner commerciali e dati rappresenta la strategia principale di mitigazione dei rischi, come evidenziato da Sunny Mann, Global Chair di Baker McKenzie:

“L’integrazione globale, un tempo considerata un vantaggio, può oggi trasformarsi in vulnerabilità”.


Conclusioni

Accanto a ESG, lavoro e contenziosi commerciali, l’arbitrato internazionale resta centrale ma deve adattarsi alle sfide della trasformazione digitale e alle tensioni geopolitiche. La gestione dei contenziosi nel 2026 richiederà equilibrio tra rischi crescenti e risorse limitate, con attenzione a compliance internazionale, cybersicurezza e resilienza organizzativa.

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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