martedì 19 nov 2019
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GENERALI, A GIUSTINIANI IL MANDATO AD AGIRE CONTRO GLI EX VERTICI

GENERALI, A GIUSTINIANI IL MANDATO AD AGIRE CONTRO GLI EX VERTICI

Il consiglio d'amministrazione di Generali ha dato mandato al Group Ceo, Mario Greco, per avviare immediatamente le idonee azioni risarcitorie e di responsabilità in sede giuslavoristica nei confronti degli ex manager Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti. A occuparsi dell'azione, secondo quanto appreso da legalcommunity.it, sarà Marcello Giustiniani (nella foto) co-managing partner dello studio Bonelli Erede Pappalardo. Stesso studio che, assieme a Mucciarelli, a luglio 2013, aveva firmato un parere per il board triestino, in cui venivano evidenziate le difficoltà nel procedere a un'azione di responsabilità in sede civile. Nello stesso parere Bonelli Erede Pappalardo metteva in guardia dal fatto che, seppure fosse una strada percorribile, l'ipotesi di un'azione disgiunta, con un differente grado di responsabilità degli ex manager, poteva non essere la soluzione ideale.

AZIONE GIUSLAVORISTICA. La decisione assunta dal cda del Leone il 19 febbraio, però, arriva dopo la presa visione di una seconda opinion legale richiesta ai legali degli studi Portale Visconti, Chiomenti e Maresca. La nuova consulenza si è resa necessaria dopo che l'Ivass, il 7 novembre 2013, ha chiesto alle Generali di riesaminare l'intera vicenda. Nel dettaglio il mandato a Greco è «di intraprendere le azioni giudiziarie in sede giuslavoristica volte a impugnare e contestare gli accordi risolutivi dei rapporti di lavoro conclusi con Perissinotto e Agrusti, all'estinzione dei titoli vantati da Agrusti e al recupero delle somme pagate a Perissinotto». A Perissinotto è stato riconosciuto un trattamento di fine rapporto pari a 11 milioni circa (a negoziarlo fu lo studio Nctm con un team composto da Paolo Montironi e Michele Bignami, assieme al professor Roberto Sacchi), mentre per Agrusti sono stati riconosciuti 6,12 milioni.
Per entrambi, inoltre ci sarà la richiesta di risarcimento dei danni subiti «a causa dell'inadempimento degli obblighi derivanti dai rispettivi rapporti di lavoro subordinato, adottando allo scopo ogni opportuna misura, iniziativa e azione».
La decisione di agire sul fronte giuslavoristico è legata al fatto che si tratta di una soluzione considerata più veloce, visto che un'azione civile avrebbe avuto bisogno di un via libera da parte dell'assemblea.

POSSIBILI ALTRE INIZIATIVE. «Il consiglio di amministrazione – conclude la nota – ha altresì deliberato di lasciare impregiudicata, allo stato degli atti e delle conoscenze, ogni facoltà in ordine all'avvio davanti alle sedi competenti di ogni altra iniziativa volta al ristoro di tutti i danni subiti».
Quindi, il board si lascia aperta una finestra per decidere eventuali altre azioni.

 

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