Foglia & Partners, dieci anni tra specializzazione e crescita sostenibile

di nicola di molfetta

Quando Giuliano Foglia, nel 2016, ha fondato a Roma Foglia & Partners, l’obiettivo era chiaro: diventare un punto di riferimento nella consulenza tributaria specialistica, capace di affrontare le problematiche più complesse. MAG ha incontrato Foglia per ripercorrere questo primo decennio di attività, durante il quale lo studio è cresciuto fino a contare quattro partner e circa 30 professionisti distribuiti tra Roma, Milano e Firenze.

Dieci anni fa ha fondato Foglia & Partners come boutique indipendente nel diritto tributario. Qual è stata la visione iniziale e come si è evoluta in questo primo decennio?

Lo studio è nato con il proposito di rappresentare un punto di riferimento per una consulenza tributaria specialistica, basata su un approccio tecnico e verticale alla materia. In questi dieci anni siamo rimasti fedeli a questa visione, ponendoci come partner strategico e ciò riteniamo ci abbia premiato con la creazione di rapporti fiduciari molto solidi e un forte riconoscibilità sul mercato.

Lo studio è passato da una sede a Roma alle attuali tre sedi di Roma, Milano e Firenze. Quali sono stati i driver principali di questa crescita?

In realtà, la scelta di consolidare la nostra presenza anche su Milano è stata quasi immediata, considerato che parte significativa dei nostri clienti è storicamente basata nel capoluogo lombardo. L’obiettivo è sempre stato quello di creare uno studio “liquido” che potesse nel complesso assistere al meglio, in funzione delle specifiche esigenze dei clienti e a prescindere dalla localizzazione del singolo professionista, gruppi, società e persone fisiche basate sia in Italia sia all’estero. In questo senso, le diverse sedi rappresentano anche l’opportunità per ingaggiare i talenti migliori tra Milano e Roma. L’apertura della sede fiorentina segue, da un lato, alla crescita della nostra clientela nel centro Italia e, dall’altro lato, all’aumentata forza di attrazione di Firenze e della Toscana per la relocation di High Neth Worth Individuals.

In questi anni lo studio si è distinto come partner di riferimento nella fiscalità d’impresa, internazionale e finanziaria, oltre che nel wealth management. Com’è evoluto lo scenario competitivo nel settore?

Negli ultimi dieci anni la consulenza tributaria è evoluta da attività prevalentemente tecnica a funzione sempre più strategica. A fronte di una riduzione significativa del valore attribuibile al lavoro standardizzato, la maggior complessità della materia e la rilevanza del rischio fiscale, anche dal punto di vista reputazionale, ha accresciuto il ruolo degli studi boutique come interlocutori di fiducia nelle decisioni più sensibili.

Quali sono i tratti distintivi dei player principali?

Oggi la competizione si fonda sulla specializzazione, ma al contempo sulla capacità di supportare imprenditori ed organi societari nella gestione consapevole del rischio fiscale.

Guardando ai partner e ai professionisti entrati nel tempo, il team oggi conta circa 30 esperti. Che modello di crescita e sviluppo state portando avanti?

Sin dalla fondazione, abbiamo scelto di seguire un modello sostenibile, con l’obiettivo di far crescere lo studio assieme ai professionisti e i professionisti insieme allo studio. Ci siamo posti l’obiettivo di favorire in primis la crescita interna dei collaboratori, investendo sui giovani e favorendo gli ingressi cosiddetti “lateral” solo quando opportuni per integrare competenze e arricchire la proposta. Lo studio premia i singoli soprattutto per le capacità di lavorare in gruppo e per i risultati generati dal gruppo e riteniamo che questo sia un approccio gratificante.

Negli ultimi due anni avete affiancato investitori, grandi gruppi industriali e operatori di private equity in operazioni rilevanti: da Italgas a Lottomatica, da Trilantic a Wendel. Quali sono state le principali sfide fiscali affrontate in queste operazioni e come stanno cambiando le esigenze dei top player?

Negli ultimi anni le sfide principali hanno riguardato, da un lato, la gestione attenta del rischio fiscale in un quadro normativo in continua evoluzione e, dall’altro, la strutturazione efficiente delle operazioni in contesti regolamentati o multi-giurisdizionali, bilanciando con estrema attenzione tutti gli interessi in campo. Ciò anche perché le esigenze dei top player stanno cambiando: non sono alla ricerca di soluzioni standard, ma sempre più di una consulenza fiscale integrata nei processi aziendali, con una crescente attenzione verso la compliance, gli impatti ESG, la pianificazione di lungo periodo.

La fiscalità internazionale e il transfer pricing sono aree sempre più determinanti per i gruppi multinazionali. In che modo Foglia & Partners supporta i clienti nella gestione dei rischi transfrontalieri e nella pianificazione fiscale in un contesto normativo in rapido cambiamento?

Sul fronte Transfer Pricing (TP), lo studio supporta i clienti con un approccio integrato che va dall’analisi preventiva di benchmark, alla definizione delle politiche di TP in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate mediante APA e BAPA, sino al contenzioso tributario. Da questo punto di vista è stato determinante e fonte di grande soddisfazione l’ingresso in studio di Stefano Bognandi, che ci ha consentito di creare un team integrato con competenze particolarmente verticali.

Nel 2025 avete lanciato Interance, una joint venture innovativa nel campo della cooperative compliance e del tax control framework. Da quale esigenza nasce questo progetto e quale impatto avrà sul modo in cui le imprese gestiscono il rischio fiscale?

Abbiamo deciso di fondare Interance perché la gestione strutturata del rischio fiscale e la cooperative compliance sono e saranno sempre più centrali per le imprese di medie e grandi dimensioni. La cooperative compliance, infatti, non…

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nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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