Delex vince in Appello a Brescia sui risarcimenti agli internati nei lager nazisti
Lo studio Delex, con un team guidato dal professor Giorgio Afferni, ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte d’Appello di Brescia nella controversia sui risarcimenti agli eredi degli Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943.
Il team di Delex comprende gli avvocati Lavinia Florimo, Elio Esposito e Alice Rocco, in collaborazione con Alessandro Bertoli e Mauro Bresciani dello studio Bresciani Bertoli e Marco Lupoli di Lupoli Studio Legale, coinvolto per gli aspetti di diritto internazionale.
Con la sentenza 954/2026, la Corte ha respinto integralmente l’appello del ministero dell’Economia e della Presidenza del Consiglio, assistiti dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, accogliendo parzialmente quello incidentale degli eredi.
Il risultato è un incremento dei risarcimenti da 657.530 euro a oltre 1,6 milioni di euro, compresi 80mila euro riconosciuti per la perdita del rapporto parentale conseguente alla morte di un internato.
La decisione conferma la giurisdizione italiana sulle richieste risarcitorie per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal Terzo Reich, richiamando la sentenza 238/2014 della Corte costituzionale.
I giudici hanno inoltre ribadito che la responsabilità resta esclusivamente della Germania, mentre il Fondo ristori istituito presso il Mef interviene nella fase di esecuzione delle condanne definitive. Il ministero, pertanto, non può sostituirsi allo Stato tedesco nelle difese processuali né eccepire autonomamente la prescrizione.
Sul piano risarcitorio, la Corte ha elevato da 55 a 115 euro l’importo riconosciuto per ogni giorno di prigionia, applicando le tabelle milanesi.
«Questa sentenza è molto importante perché conferma la volontà dei giudici italiani di tutelare in modo pieno ed effettivo di diritto delle famiglie degli IMI al risarcimento dell’intero danno subito», ha commentato Giorgio Afferni, socio fondatore di Delex.
Restano compensate per un terzo le spese giudiziarie, con gli altri due terzi posti a carico del Mef e della Presidenza del Consiglio.