domenica 29 nov 2020
HomeLitigation - ArbitrationDE BERTI JACCHIA CON STANLEYBET DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA

DE BERTI JACCHIA CON STANLEYBET DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA

DE BERTI JACCHIA CON STANLEYBET DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA

La Corte di Giustizia, con la sentenza Biasci, si è pronunciata, per la quinta volta, sulla normativa italiana in materia di giochi e scommesse per verificare la portata dell’applicabilità erga omnes dei principi contenuti nella sentenza Costa-Cifone del 2012 che aveva definitivamente accertato le discriminazioni subite dall’operatore britannico Stanleybet, assistito dallo studio legale De Berti Jacchia Franchini Forlani. In particolare, l’operatore austriaco Goldbet aveva proposto ricorso al TAR per la Toscana contro il mancato rilascio da parte delle competenti Questure della licenza di polizia necessaria per esercitare l’intermediazione delle scommesse. Il TAR Toscana, quale giudice del rinvio, aveva chiesto lumi alla Corte di Giustizia proprio in merito all’equiparabilità delle discriminazioni subite da Stanley, intervenuta ad opponendum a sostegno delle tesi dell’Amministrazione, a quelle invocate da Goldbet in occasione delle gare Bersani. I Giudici di Lussemburgo hanno riconsegnato questo accertamento di fatto al Giudice a quo. I Giudici nazionali non potranno più automaticamente applicare i principi della Costa-Cifone a Goldbet o ad altri operatori che assumano di essere stati discriminati, ma dovranno valutare volta per volta il contesto fattuale e l’effettivo pregiudizio subito. Stanleybet è stata assistita dagli avvocati Roberto Jacchia (in foto), Antonella Terranova e Fabio Ferraro, partner dello studio legale De Berti Jacchia Franchini Forlani che da oltre un decennio assiste il Gruppo Stanley in Europa ed ha già ottenuto, fra numerosi altri casi dinanzi alla Corte di Giustizia, le note sentenze Gambelli (causa C-243/01), Placanica (cause C-338/04 + C-359/04 + C-360/04), Commissione c. Italia (causa C-260/04), Costa-Cifone (cause C-70/10 + C-72/10) e Stanleybet International c. OPAP SA (cause C-186/11 + C-209/11), tutte relative all’apertura alla concorrenza dei mercati nazionali dei giochi all’interno dell’Unione Europea.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.