Ddl “Tribunale del Digitale” presentato in Senato

Un disegno di legge per l’istituzione di sezioni specializzate in materia digitale presso i tribunali e le corti d’appello italiani è stato depositato al Senato della Repubblica nella XIX Legislatura. Il testo è stato elaborato dall’avvocato Antonino Polimeni, fondatore dello studio Polimeni.Legal, esperto di diritto digitale, e depositato come primo firmatario dal senatore Nicola Irto (Partito Democratico). Se approvato, l’Italia diventerebbe il primo Paese dell’Unione Europea a dotarsi di sezioni giudiziarie dedicate esclusivamente al contenzioso digitale civile e commerciale.

Il contenuto del disegno di legge

La proposta nasce dall’osservazione della prassi giudiziaria corrente, in cui le controversie su software, cloud, intelligenza artificiale, piattaforme digitali e dati vengono trattate da giudici generalisti privi di formazione tecnica specifica. Il risultato, secondo i promotori, è un contenzioso frammentato, con tempi dilatati, orientamenti interpretativi disomogenei e difficoltà oggettive nella valutazione di prestazioni ad alta tecnicità.

Il ddl prevede l’istituzione di sezioni specializzate competenti per le controversie civili e commerciali aventi ad oggetto rapporti giuridici a prestazione digitale prevalente, ovvero quei rapporti in cui la fornitura, lo sviluppo, la gestione o lo sfruttamento economico di beni, servizi, sistemi o infrastrutture digitali — inclusi i sistemi di intelligenza artificiale — costituiscono il nucleo principale della domanda. Le nuove sezioni, composte da magistrati con specifiche competenze nel diritto civile e commerciale applicato al digitale, si affiancherebbero a quelle già esistenti in materia di impresa, senza sovrapposizioni di competenza. La Scuola superiore della magistratura sarebbe incaricata di definire percorsi di formazione iniziale e permanente per i giudici assegnati.

Sul piano costituzionale, la proposta si colloca entro il perimetro dell’articolo 102 della Costituzione, che consente l’istituzione di sezioni specializzate presso gli organi giudiziari ordinari, senza introdurre un nuovo giudice speciale né alterare il riparto delle giurisdizioni. Le disposizioni transitorie prevedono che le nuove regole si applichino ai giudizi instaurati a partire dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore.

Il contesto internazionale

Modelli analoghi esistono già in altri ordinamenti. Nel Regno Unito opera la Technology and Construction Court, con un tasso di definizione conciliativa superiore all’80% e tempi medi di trattazione compresi tra 12 e 18 mesi. In Cina, le Internet Court di Hangzhou, Pechino e Guangzhou hanno gestito quasi 120.000 cause entro il 2019, con una riduzione dei tempi vicina al 50%. A Singapore, dal 16 marzo 2026 è operativa la Digital Economy Specialised List dell’High Court, dedicata a liti su intelligenza artificiale, cloud, cripto-attività e smart contract.

L’iter parlamentare

Il disegno di legge è attualmente in fase di esame preliminare in Senato. Non risultano ancora assegnazioni a commissione né calendarizzazioni in aula. Il testo è consultabile sul sito ufficiale del Senato della Repubblica.

Axel Indigo

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