Il socio co-fondatore di Trevisan & Cuonzo

Cuonzo: «Così abbiamo resistito alla pandemia e rilanciato la nostra attività»

«Noi usciamo rafforzati dalla pandemia. Il fatturato 2020 è stato in crescita (circa 3%) rispetto al 2019, ma soprattutto oggi abbiamo indicatori che segnalano la crescita del fatturato intorno al 10% nel 2021». Gabriele Cuonzo, name partner e co-fondatore dei Trevisan & Cuonzo, commenta con Legalcommunity.it la performance dello studio nell’ultimo anno e le prospettive per l’anno in corso.

In che modo lo studio ha retto all’urto della pandemia?
Abbiamo potuto sfruttare gli investimenti tecnologici effettuati negli ultimi anni. I nostri investimenti in tecnologia sono cresciuti del 200% negli ultimi 3 anni. Tra il 2018 e il 2019 abbiamo fortemente potenziato la nostra piattaforma IT che crediamo sia oggi tra le più avanzate in Italia nel settore legale. Quando è arrivata la pandemia, è come se avessimo potuto “testare la macchina” (sia la piattaforma tecnologica, che le risorse umane) in condizioni estreme, con pieno successo e questo ha avuto un effetto, anche psicologico, galvanizzante. Molto importante è stata la grande coesione interna che ha permesso una perfetta tenuta del lavoro in remoto anche nei mesi. Ciò è frutto della grande attenzione alle risorse umane che caratterizza il nostro studio.

Ci sono stati arrivi di nuovi clienti che hanno inciso sull’aumento dei ricavi?
Abbiamo continuato ad acquisire mandati, anche da clienti nuovi soprattutto nel settore elettronico e farmaceutico, con ritmi crescenti dalla seconda metà del 2020.   

Lo smart working ha comportato tagli o riduzioni delle risorse più giovani?
Al contrario. Abbiamo reclutato talenti anche nei mesi del lockdown. Nessun taglio e nessuna cassa integrazione per i dipendenti.  Nel 2020 abbiamo distribuito bonus in linea con il 2019 che è stato un anno eccezionale. Siamo uno dei pochissimi studi che sta facendo un reclutamento aggressivo approfittando di una certa debolezza del mercato.

In questa congiuntura avete continuato a investire?
Negli ultimi 6 mesi abbiamo speso una cifra molto importante (quasi un milione di euro) per l’estensione e il rinnovo delle sedi di Milano. Fortunatamente il progetto ha potuto tener conto della lezione della pandemia e oggi possiamo dire di avere una struttura ideale anche sul piano architettonico per l’epoca post Covid.

Come avete supplito allo stop delle udienze fisiche in Tribunale?
Le udienze on line soprattutto a Milano sono un successo e compensano largamente il disagio dei primi due-3 mesi. Noi eravamo pronti sul piano tecnologico e abbiamo tratto benefici credo maggiori da questo cambio di paradigma nell’attività processuale.

L’uscita dalla pandemia comporterà dei cambiamenti nelle modalità lavorative della professione?
La tecnologia diventerà un fattore sempre più importante. Si imporrà anche una filosofia di valorizzazione delle risorse umane e di sostenibilità in senso ampio. Gli studi vincenti saranno luoghi ove le persone lavorano con piacere in presenza o in remoto. Dove si può essere felici mantenendo un alto grado di redditività.    

Come vede il futuro della professione?
Vi sarà una forte e veloce concentrazione del lavoro in poche piattaforme in grado di interloquire con i clienti sul piano tecnologico, ma anche culturale. Questo rappresenta una grande opportunità anche per gli studi specialistici come il nostro a patto che diventino “super boutique” capaci di sfidare i grandi studi sul terreno decisivo della redditività e dell’attrazione dei talenti

Quali saranno i pilastri della vostra strategia?
La nostra strategia è basata su tre principi semplici: 1) capire i grandi trend del mercato legale almeno con 2-3 anni di anticipo. 2) pensare al benessere delle persone all’interno dello studio prima che a conquistare clienti. 3) Creare un’etica del lavoro basata sulla trasparenza e la qualità assoluta.    

I DETTAGLI DELLA PERFORMANCE DI FATTURATO DELLO STUDIO SONO NELLO SPECIALE DI MAG. CLICCA QUI E SCARICA LA TUA COPIA

nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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