Conflitto Medio Oriente: il commento di Eptalex dalle sedi in Arabia, Emirati e Libano
Il fine settimana tragico che ha scosso il Medio Oriente ha lasciato dietro di sé una scia di tensione di cui è difficile prevedere il seguito. Il conflitto, già di per sé drammatico sul piano umanitario, si sta allargando a macchia d’olio, le città e i Paesi coinvolti aumentano di giorno in giorno, le rotte vengono interrotte e l’incertezza sul futuro della regione cresce esponenzialmente. In questo contesto, a esprimere preoccupazione non sono solo governi e organizzazioni internazionali, ma anche i consulenti che in quei territori hanno costruito, negli anni, una presenza solida e radicata. Tra questi, gli studi legali italiani che hanno sedi nei principali hub del Golfo e del Levante — Dubai, Abu Dhabi, Riyad, Beirut — oggi si trovano a gestire un’emergenza su più fronti: la sicurezza dei propri professionisti, la continuità delle attività e le ricadute che l’instabilità potrà avere sui mercati e sui clienti.
La redazione di Legalcommunity ha contattato alcune delle law firm che in quella regione hanno sedi consolidate, professionisti basati localmente e attività avviate da tempo. Tra queste c’è Eptalex – Garzia Gasperi Iannaccone & Partners, studio legale internazionale fondato da Jacopo Gasperi (in foto) e Carlo Garzia, con una presenza ben radicata in Medio Oriente attraverso sedi a Dubai, Abu Dhabi, Riyad e in Libano, per un totale di circa 140 professionisti. «C’è grandissima preoccupazione, anche se i colleghi sono abituati alle situazioni di emergenza», esordisce il founding partner Jacopo Gasperi.
«Ho sentito proprio oggi il managing partner che coordina gli studi della zona e mi ha aggiornato sulla situazione logistica. I professionisti stanno lavorando in smart working, cercando di evitare qualsiasi situazione di pericolo, ma la preoccupazione rimane molto alta per tutti — racconta l’avvocato Gasperi —. Alcuni colleghi non sono riusciti a rientrare nei giorni scorsi, ma oggi ognuno si trova a casa propria, e questo è l’importante. Mi tengono costantemente aggiornato su quanto accade».
Per ora l’attività professionale non sembra risentirne in modo grave: lo studio sta continuando a operare nonostante le evidenti difficoltà logistiche e la pressione psicologica cui sono sottoposti i professionisti sul campo. Anche i clienti stanno manifestando preoccupazione, ma bisognerà attendere ancora qualche giorno per valutare le effettive conseguenze commerciali delle decisioni che le parti in gioco stanno prendendo. «In generale, le sedi dell’Arabia Saudita hanno subito un rallentamento più lieve rispetto alle altre. Io stesso mi ero trovato bloccato lì qualche mese fa per la chiusura dello spazio aereo, ma ora temiamo purtroppo che la gravità della situazione porterà a un blocco più esteso».
La complessità e l’incertezza del quadro attuale rendono difficile qualsiasi previsione sugli impatti che questa crisi avrà sul mercato delle firm presenti nella regione, così come sulle imprese che vi operano. «Solo il tempo ci dirà in quale direzione andremo — conclude Gasperi —. Potrebbero esserci conseguenze molto positive, come purtroppo tragiche. Ma siamo costantemente aggiornati».