Carnevale in bianco tra giochi, maschere e après ski
*di letizia ceriani
A Milano le maschere (e non mi riferisco a quelle da sci) sono entrate in città e abiteranno le vie e le piazze meneghine fino alla giornata di domenica che segna, secondo il calendario ambrosiano, l’inizio della quaresima, delle rinunce e dei fioretti. Ci sono zone dello Stivale dove l’antica festività del Carnevale si è appena conclusa. Parliamo ovviamente della Serenissima, che ogni anno dedica alla ricorrenza quasi l’interno mese di febbraio. Gli ordini sociali, come richiede la tradizione, si capovolgono e i volti si colorano per evadere, almeno per qualche ora, dai ruoli quotidiani.
La magia del Carnevale si fa ghiotta occasione per eventi, spettacoli, e ovviamente serate a tema. E che serata tematica sarebbe senza un menu cucito per l’occasione. Sono molti i locali veneziani che hanno aderito all’iniziativa. Tra questi, il ristorante Da Lorenzo – Al Giardino Segreto, che sorge all’interno della splendida cornice NH Collection Venezia Grand Hotel Palazzo dei Dogi, ha proposto due menu degustazione ad hoc; un percorso di sette portate, che include anche un consommé di carciofo, olio al lemongrass e vaniglia e la coda di rospo, bagna cauda e bieta variegata; e uno di quattro portate, incentrato sulle specialità degli chef Paulo Airaudo e Salvatore Paladino, fondendo tradizione e contemporaneità. Hanno completato l’esperienza, visite organizzate agli atelier storici di costumi e maschere del folklore veneziano, come La Bauta e Ca’ Macanà.
Merita un discorso a parte il Carnevale milanese di quest’anno che sembra essere passato un po’ in secondo piano, data l’eccezionalità dell’evento olimpico, che terminerà proprio il 22 febbraio (per lasciare spazio ai Giochi paraolimpici). A questa celebrazione si è votata la città e la ristorazione ha abbracciato di buon grado il trend. Abbiamo selezionato alcune iniziative.
È il caso di Identità Golose, che ha dedicato le sue note cene a più mani a una cucina di montagna che unisse, su tavole stellate, i territori e i prodotti delle città madrine, Milano e Cortina.
Per un piatto di pasta da tutti i giorni, Miscusi ha trasformato il suo locale in Cadorna in una baita ad alta quota per servire la sua versione olimpica, e vegetale, degli gnocchi.
E non mancano nemmeno i momenti alcolici a ritmo di musica post sciata: gli Après-Ski Cuccagna on propongono selezioni house, chill ed elettronica, accompagnati da vin brulé, cioccolata calda e piatti di montagna; l’après-ski del ristorante Don Juan dopo il tramonto propone tapas e bite argentine, e dessert caldi come frutti di bosco con gelato alla crema e crêpe di mela verde flambata al rum.
In Piazza 5 Giornate ha poi aperto il progetto après-ski di Circoletto, promosso da Tavola, società a capo del progetto che ha creato, insieme a Nicolò e Manuel Trecastelli, l’evoluzione del progetto Pantera (di cui abbiamo parlato la settimana scorsa). Lo spazio crea occasione di convivialità e incontro, offrendo una selezione di libri e letture fotografiche legate al mondo della montagna, e ovviamente un ristoro a base di vini naturali, cocktail e tapas per decomprimersi se non dalle fatiche sportive, dalla routine lavorativa e dal traffico cittadino.
E sempre per chi si sentisse in questi giorni particolarmente assetato, il neo-stellato Procaccini ha creato un drink per l’occasione. Si chiama “Torch” ed è a base di vodka allo zafferano, ibisco, lime e una foam all’arancia.
*le tavole della legge



