Bureau Plattner: lateral hire, desk internazionali e uno sguardo al futuro

di nicola di molfetta

Bureau Plattner viene da un anno di svolta. Lo studio legale e tributario ha accelerato in modo deciso la propria strategia di crescita, combinando lateral hire di profilo, integrazioni di team strutturati e l’apertura a nuove aree di pratica. A fare il punto sono i soci Massimo Petrucci, Peter Karl Plattner e Filippo Arata.

«L’anno scorso abbiamo iniziato, direi per la prima volta in modo sistematico, a fare dei lateral hire», racconta Petrucci a MAG. Tra gli ingressi più significativi, l’avvocata Laura Cinicola, giuslavorista proveniente dallo studio legale di KPMG, e l’avvocato Johannes Karner, già socio di Bonelli Erede e in precedenza di Lombardi, entrato in Bureau Plattner con il grado di socio. A questi si è aggiunto Francesco Horvat, proveniente da Greenberg Traurig, con un profilo orientato alle ristrutturazioni aziendali.

Nel 2026 la traiettoria si è fatta ancora più ambiziosa. L’integrazione dei quattro soci di MDA ha portato in dote competenze nei settori bancario, amministrativo, penale, tributario e del lavoro, con una presenza territoriale ampliata alle sedi di Padova, Treviso e Venezia. «Questa integrazione ci ha dato anche una dimensione geografica importante», sottolinea Petrucci.

Tra le operazioni più rilevanti, e per certi versi più inattese, c’è stato l’arrivo del professor Vincenzo Salvatore, esperto di diritto farmaceutico e life sciences, insieme alla professoressa Francesca Ferrari, specializzata in procedura civile con focus su IP e antitrust — allieva del compianto professor Bruno Cavallone. «È stata un’opportunità non pianificata – ammette Petrucci -. Ci siamo conosciuti, c’è stato subito un feeling molto positivo e da lì è nata la collaborazione». L’ottima sinergia tra i due nuovi ingressi ha reso l’operazione ancora più solida.

«Con questi innesti abbiamo coperto aree del diritto che prima non presidiavamo», aggiunge Arata. «E l’obiettivo per il prossimo anno è andare ancora oltre, con ulteriori specializzazioni e una settorializzazione più granulare».

La logica del modello

Dietro alla strategia di espansione c’è una visione precisa: seguire il cliente imprenditoriale in tutte le sue esigenze, senza soluzione di continuità tra fiscalità, legale e consulenza strategica. «Noi nasciamo come studio di dottori commercialisti – ricorda Plattner -. Per lungo tempo abbiamo fatto essenzialmente tax e bilanci. Poi, quando siamo entrati nei servizi legali, abbiamo capito che i nostri clienti ci chiedevano anche lì una presenza a 360 gradi: non solo operazioni straordinarie, ma contenzioso, diritto del lavoro, amministrativo».

Un modello che rispecchia anche il DNA internazionale dello studio. «Fin dall’inizio abbiamo lavorato con aziende tedesche, austriache e svizzere che arrivano in Italia senza un network preesistente», spiega Plattner. «Trovano da noi tutto in un unico interlocutore, e questo per loro ha un valore enorme». La clientela target – PMI strutturate, spesso con vocazione internazionale – è proprio quella che oggi rappresenta il mercato più conteso: abbastanza grande da avere esigenze complesse, abbastanza snella da poter essere servita con un approccio integrato e relazionale.

I desk internazionali: Cina e Giappone

Altro pilastro dell’identità di Bureau Plattner è la presenza internazionale attraverso desk dedicati. Il desk cinese – avviato da anni – conta oggi una quindicina di professionisti madrelingua, rendendolo probabilmente il più grande in Italia per dimensioni, «almeno, così ci è stato detto da un cliente cinese», dice Petrucci con un sorriso. Il profilo della clientela cinese è peraltro in evoluzione: se nella fase 2015-2018 dominava l’M&A – con acquisizioni di aziende europee per trasferire know-how in Cina – oggi il trend privilegia la costituzione di newco, l’insediamento produttivo diretto e acquisizioni successive in una logica di radicamento nel mercato europeo.

Da un paio d’anni è attivo anche il desk giapponese, con un professionista di madrelingua nipponica che intrattiene relazioni con i principali player industriali giapponesi presenti in Italia.

Tecnologia e intelligenza artificiale

Sul fronte dell’innovazione, Bureau Plattner ha già compiuto scelte concrete: tre sviluppatori assunti internamente, e un quarto in arrivo, dedicati esclusivamente a progetti di automazione interna. «L’intelligenza artificiale ha per noi una priorità assoluta – afferma Petrucci -. Il mercato si sta muovendo a una velocità mai vista, e noi dobbiamo essere pronti. Le automazioni ci permettono di aumentare non solo l’efficienza, ma anche la qualità del lavoro».  Una scommessa che va nella direzione opposta al timore del “lavoro sostituito”: nell’ultimo anno, lo studio ha aggiunto circa quaranta professionisti al proprio organico.

Private equity: scenario in evoluzione

Il mercato dei servizi professionali è attraversato da dinamiche di concentrazione sempre più rapide, con il private equity che gioca un ruolo crescente nei processi di aggregazione. Bureau Plattner osserva con attenzione, senza ancora muoversi in modo operativo. «Vediamo che i mercati intorno a noi stanno andando molto veloci in termini di consolidamento», dice Petrucci. «C’è più di un player – spinto anche dal private equity – che sta cercando di costruire una presenza di scala europea, capace di aggredire il mercato delle PMI multinazionali posizionandosi tra le Big Four e gli studi locali».

Sul fronte italiano, il giudizio è più critico: «Le operazioni che abbiamo visto finora ci hanno dato l’impressione che non ci sia ancora un progetto preciso dietro. Sono state fatte un po’ sull’onda del momento». Lo studio è stato contattato da diversi interlocutori, ma rimane in una «fase di osservazione». L’apertura, tuttavia, c’è: «Una partnership più stretta con player europei può dare un boost significativo. E il private equity, nel contesto di un progetto europeo strutturato, può accelerare ulteriormente».

La sfida della qualità

A chiudere il ragionamento è Arata, con una nota che riporta al centro…

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nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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