BT Laws ottiene rimborso accisa energia elettrica
La Corte di Giustizia di Primo Grado di Vicenza ha emesso una sentenza in materia di rimborso dell’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica, stabilendo che il diritto alla restituzione del tributo indebitamente versato include anche gli interessi.
Il giudizio, patrocinato da BT Laws insieme agli avvocati Fabio Gallio e Letizia Schiavon, riguardava il rimborso degli interessi ex art. 1284 c.c., come richiamati dall’art. 14 del Testo Unico delle Accise, dell’Iva calcolata sull’accisa dichiaratamente illegittima e delle spese relative ai due gradi di giudizio civile necessari per ottenere il rimborso dell’accisa sul consumo dell’energia elettrica versata all’utente finale.
La decisione della Corte
I giudici hanno stabilito che gli interessi vanno calcolati a decorrere dal momento della restituzione dell’indebito al cliente finale. La Corte ha però precisato che il diritto alla restituzione non si estende a poste ulteriori prive di natura tributaria, quali spese legali, imposta di registro su sentenze civili e contributo unificato, che restano estranee alla giurisdizione del giudice tributario.
Rimborso Iva sull’addizionale provinciale
In merito alla richiesta di rimborso dell’Iva rimborsata al cliente finale e calcolata sull’addizionale provinciale all’accisa, i giudici hanno precisato che ai fini del recupero della maggiore Iva vanno considerati gli strumenti di rettifica previsti dall’art. 26 del DPR 633/1972. Il comma 2 consente la variazione in diminuzione anche oltre il termine annuale nei casi di nullità, annullamento, risoluzione o rescissione del contratto.
Pertanto, l’ordinamento prevede strumenti specifici per il recupero dell’imposta, che devono essere attivati nelle forme corrette attraverso note di variazione anche oltre l’anno in caso di nullità o risoluzione.