Luca Pardo: «La felicità è un’ipotesi per gli studi legali»
Può esistere uno studio legale felice? È la domanda – e insieme la provocazione – da cui prende le mosse La felicità è un’ipotesi, il nuovo libro di Luca Pardo, partner di Ontier, pubblicato da Giulio Perrone Editore. Un volume nato dalla raccolta dei post che, ogni domenica per oltre un anno e mezzo, l’avvocato ha pubblicato su LinkedIn per raccontare un modo diverso di concepire la professione.
«La felicità è un’ipotesi, non una certezza», spiega Pardo. È un punto di partenza, un’idea da verificare nella pratica quotidiana di uno studio legale. Una visione che affonda le radici nell’esperienza di Ontier, dove il progetto organizzativo si fonda su tre pilastri: persone e felicità, eccellenza professionale, sostenibilità economica. Tre motori che, secondo l’autore, devono funzionare insieme. Nessuno può prevalere sugli altri.
Un messaggio controcorrente in un settore tradizionalmente associato al sacrificio, alla competizione e alla ricerca della performance. Per Pardo, tuttavia, la felicità non significa lavorare meno né abbassare gli standard qualitativi. Al contrario. «Non sono i numeri a generare la felicità: è la felicità a produrre anche risultati economici», sostiene, rivendicando un modello nel quale il benessere delle persone diventa un fattore competitivo e non un elemento accessorio.
Il libro raccoglie riflessioni maturate settimana dopo settimana e organizzate attorno a tre grandi temi: la costruzione di uno studio legale felice, gli strumenti per misurarne concretamente il benessere e la necessità di essere “molto più che avvocati”. Per Pardo, infatti, il professionista del futuro deve possedere una cultura ampia, capace di spaziare dalla filosofia alla geopolitica, dall’arte alla letteratura. Non solo per dialogare meglio con i clienti, ma per comprendere il contesto nel quale il diritto opera.
Da qui nasce anche l’esperienza degli incontri organizzati periodicamente da Ontier, aperti a professionisti, clienti e amici dello studio, con l’obiettivo di costruire una vera community che superi il rapporto limitato al singolo incarico.
Naturalmente, una visione così distante dagli stereotipi non è stata accolta solo con entusiasmo. Pardo racconta anche gli episodi di scetticismo incontrati lungo il percorso, come la risata di una general counsel durante la presentazione dello studio quando sentì parlare di “studio legale felice”. Un prezzo che l’avvocato considera inevitabile quando si prova a percorrere una strada diversa.
Del resto, La felicità è un’ipotesi non pretende di offrire ricette definitive. Lo stesso Pardo lo definisce un “sassolino” lanciato nel fiume del dibattito sul futuro della professione. Non un manifesto, ma un invito a interrogarsi su come costruire organizzazioni nelle quali eccellenza, redditività e qualità della vita possano convivere. Un’ipotesi, appunto. Che vale la pena verificare.