Future Ready Lawyer 2026: l’intelligenza artificiale diventa infrastruttura operativa per il settore
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia sperimentale per il mondo legale. È ormai parte integrante dell’infrastruttura operativa di studi e direzioni legali aziendali. Lo conferma il nuovo rapporto Future Ready Lawyer 2026 di Wolters Kluwer, che fotografa una professione in piena trasformazione, in cui l’adozione dell’AI cresce rapidamente e produce effetti concreti su produttività, ricavi e modelli organizzativi.
Secondo la ricerca, il 92% dei professionisti legali utilizza almeno uno strumento di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano, segnale di una diffusione ormai generalizzata. Non solo: quattro professionisti su cinque dichiarano che gli strumenti AI soddisfano le aspettative, confermando che la fase di sperimentazione è stata superata e che le tecnologie stanno entrando stabilmente nei processi di lavoro.
Anche sul fronte degli investimenti la tendenza appare chiara. Il 79% dei corporate legal office e il 72% degli studi legali prevede di aumentare gli investimenti in AI nei prossimi tre anni. Rispetto alla rilevazione del 2024, quando la percentuale complessiva era pari al 65%, il dato non indica tanto una nuova fase di espansione quanto piuttosto un passaggio alla fase di consolidamento: molte organizzazioni hanno già avviato progetti e piattaforme tecnologiche e stanno ora lavorando alla loro integrazione nei processi operativi.
Gli effetti dell’adozione dell’intelligenza artificiale sono già tangibili sul piano dell’efficienza. Il 62% degli intervistati dichiara un risparmio settimanale compreso tra il 6% e il 20% del tempo di lavoro, con un risparmio medio complessivo vicino al 10%. Le attività più coinvolte sono quelle tradizionalmente più time consuming: ricerca e analisi legale, automazione documentale, redazione e revisione dei contratti.
Ma il beneficio non riguarda soltanto la produttività. Sempre più organizzazioni collegano direttamente l’utilizzo dell’AI alla crescita economica. Il 52% degli intervistati attribuisce all’intelligenza artificiale un aumento dei ricavi compreso tra il 6% e il 20%. Nel caso degli studi legali, il 19% segnala una crescita tra l’11% e il 20%, mentre il 30% indica un incremento tra il 6% e il 10%.
Accanto alle opportunità emergono però anche nuovi rischi. La sicurezza informatica rappresenta uno dei principali punti di attenzione. Il 46% dei professionisti indica la privacy dei dati e le minacce informatiche come la principale preoccupazione, seguite dalla tutela del segreto professionale (43%), dalle questioni etiche legate all’AI e alla privacy (39%) e dalla sicurezza del lavoro da remoto (37%). Nonostante questa crescente consapevolezza, solo il 31% degli intervistati si sente molto preparato ad affrontare le nuove sfide di cybersecurity, un dato in crescita minima rispetto al 29% registrato nel 2024.
Se la tecnologia non rappresenta più un ostacolo significativo, le vere barriere all’adozione dell’AI sono oggi di natura organizzativa e culturale. I principali ostacoli segnalati riguardano le questioni etiche e di privacy dei dati (39%), la formazione insufficiente (39%), la difficoltà di integrare l’AI nei processi esistenti (35-39%), la resistenza al cambiamento (35%) e la carenza di competenze specifiche (circa il 30%).
La ricerca evidenzia inoltre come il divario tra direzioni legali aziendali e studi professionali continui a persistere. I corporate legal office adottano l’AI più rapidamente, mostrano una maggiore preparazione sui temi ESG e subiscono una pressione più forte sul pricing dei servizi legali. Gli studi legali, al contrario, tendono a muoversi con maggiore cautela.
Nel complesso, il rapporto disegna uno scenario chiaro: l’intelligenza artificiale sta diventando uno dei principali fattori di trasformazione della professione legale. La sfida per i prossimi anni non sarà più decidere se adottarla, ma come integrarla efficacemente nei modelli organizzativi, garantendo allo stesso tempo sicurezza, governance e nuove competenze professionali.