Si chiamerà…Futura
*di letizia ceriani
Da tre mesi a questa parte, non si parla d’altro. C’è una nuova pizzeria in città, voluta dal noto imprenditore Vincenzo Ferrieri – già fondatore di Gioia Group, che raccoglie Cioccolatitaliani e Bun Burgers. Il neonato format si chiama Futura e vede tra i soci di minoranza il pizzaiolo romano Luca Pezzetta – già conosciuto per i locali Clementina, Ippolito Osteria e Micro Forno – che ha dato la sua impronta stilistica.
Ebbene – come già vi avevamo fatto notare qualche settimana fa – è proprio vero che la scrocchiarella a noi freddi milanesi ci ha conquistato. E per questo, dopo vari tentativi di prenotazione (mettetevi il cuore in pace e programmate con largo anticipo), siamo riusciti a fissare la nostra cena.
Il locale, anche alle 19 della domenica, è colmo di gente. La scelta dell’acciaio per le superfici potrebbe far pensare a una freddezza generale, e invece, l’ambiente risulta vivace e accogliente.
La carta include le pizze, ma anche sfiziosi antipasti, alcuni in linea con la tradizione della Capitale; regnano sovrani i supplì, dai classiconi al telefono, alla lasagna e cacio e pepe, alle versioni più nordiche con radicchio, zola e noci e all’ossobuco. Per quest’ultimo optiamo e ne rimaniamo soddisfatti: la panatura è croccante, la carne è sfilacciata e stracotta a mo’ di pulled pork, e si distinguono bene anche il sapore delle verdure e della gremolata; un tocco di acidità è dato dalla salsa verde, bella lucida e amara al punto giusto. Pezzetta si prende delle libertà e punta anche sulla strada dell’innovazione (ma è già trend) con il pain suisse al vitello tonnato e il croissant ripieno di insalata russa. Un tributo al capoluogo meneghino?
Arriviamo al piatto forte: la pizza. Partiamo da una Marinara in salsa verde, salsa di pomodoro, origano, battuto di prezzemolo, aglio e basilico. Semplice e ben riuscita. In generale, le pizze con la salsa, qui, sono più gustose.
Per rimanere sugli evergreen, prendiamo anche una Margherita con bufala, arricchita da pesto di basilico e giro d’olio. Quando le materie prime sono di qualità, la resa è garantita.
Da Futura è anche bello osare. Ecco che arriva una Diavola paesana, a base di pomodoro, fiordilatte, salame piccante, olive in doppia consistenza, ‘nduja e basilico. Non aspettatevi una superficie sguarnita! La farcitura è effettivamente sostanziosa e le salse abbondano.
L’ultima pizza la scegliamo tra le speciali, è servita tiepida (particolarità indicata sul menu), bianca con fiordilatte e guarnita, dopo la cottura, con porchetta e puntarelle condite con limone e alici.
Anche se saremmo decisamente a posto così, assaggiamo un altro must della casa: il pain au chocolat. Tagliato a metà, invita a essere inzuppato in una tazzina di zabaione caldo. Pura goduria.
Come sempre, il successo di un locale si può valutare a distanza di tempo, ma per ora promette molto bene.
Per oggi è tutto, ci sentiamo settimana prossima!
*le tavole della legge