Confermata l’incostituzionalità degli ordini esecutivi di Trump contro quattro studi legali
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di ritirare la difesa degli ordini esecutivi con cui il presidente Donald Trump aveva preso di mira alcuni importanti studi legali, rinunciando formalmente agli appelli contro le sentenze che li avevano dichiarati incostituzionali.
L’amministrazione Trump ha comunicato la volontà di abbandonare i ricorsi contro le decisioni di primo grado che avevano annullato i provvedimenti adottati nei confronti di quattro law firm: Perkins Coie; WilmerHale; Susman Godfrey; e Jenner & Block.
Le quattro law firm avevano impugnato gli ordini esecutivi firmati da Trump nel marzo e aprile dello scorso anno, sostenendo che violassero il Primo, il Quinto e il Sesto Emendamento della Costituzione. Quattro diversi giudici federali avevano dato loro ragione, impedendo che i provvedimenti entrassero in vigore. Con il ritiro degli appelli, tali decisioni diventano definitive.
Secondo i giudici, gli ordini esecutivi miravano a colpire clienti, accesso agli edifici federali, rapporti con funzionari pubblici e autorizzazioni di sicurezza dei professionisti coinvolti, configurando un uso improprio del potere esecutivo per condizionare l’attività forense. In una delle pronunce si afferma che il messaggio implicito fosse che “gli avvocati devono attenersi alla linea del partito, altrimenti ne pagheranno le conseguenze”. Un altro giudice ha parlato di tentativo del governo di “dettare le posizioni che gli studi legali possono o non possono assumere”, minando le fondamenta della rappresentanza legale negli Stati Uniti.
I provvedimenti presidenziali erano legati a specifiche attività professionali svolte dagli studi. Perkins Coie era stata presa di mira per aver rappresentato Hillary Clinton nella campagna del 2016 e per aver coinvolto il consulente che commissionò il cosiddetto “Steele Dossier”. WilmerHale e Jenner & Block avevano assunto gli avvocati che si erano occupati dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016, tra cui l’ex special counsel Robert Mueller e Andrew Weissmann. Susman Godfrey, invece, aveva rappresentato Dominion Voting Systems nella causa per diffamazione contro Fox News, conclusasi nel 2023 con un accordo transattivo da 787 milioni di dollari.
Altri studi, pur non coinvolti direttamente nei giudizi, avevano raggiunto accordi con la Casa Bianca per evitare sanzioni, impegnandosi a fornire centinaia di milioni di dollari in servizi legali pro bono a sostegno di iniziative dell’amministrazione. Tra questi, numerose law firm appartenenti al cosiddetto novero di Big Law.
Con la rinuncia agli appelli nei confronti delle quattro law firm, si chiude dunque un capitolo giudiziario che ha visto i tribunali federali riaffermare con forza i principi costituzionali di libertà di difesa, indipendenza professionale e stato di diritto.