Fivers: ancora un anno di crescita a doppia cifra

di nicola di molfetta

Fivers comincia il 2026 consolidando il proprio percorso di crescita con l’ingresso di un nuovo socio. Si tratta di Sergio Fienga che entra nella sede di Roma. Proveniente da PedersoliGattai, Fienga è uno dei principali amministrativisti italiani attivi nei settori regolamentati e, in particolare, nel comparto energy & infrastructure, ambito su cui lo studio ha deciso di investire in modo strutturato.

L’operazione si inserisce in una strategia di sviluppo chiara e progressiva. Come spiega Francesco Di Carlo, managing partner di Fivers, «partendo dall’ingresso di Maria Teresa Solaro (ex Green Horse), circa un anno fa, abbiamo deciso di investire nell’industry energy & infrastructure. Senza considerare ambiti di attività sui quali lo studio è focalizzato dalla sua nascita, quale quello finanziario, è la prima volta che decidiamo di investire in modo strutturato in una nuova industry e lo abbiamo fatto perché riteniamo che è e sarà un settore di attività strategico per i prossimi anni, in ragione degli investimenti attesi in relazione alla transizione energetica e nelle infrastrutture».

È in questo contesto che si colloca l’ingresso di Fienga, che porta in dote una vasta esperienza in materia di appalti pubblici, concessioni, urbanistica e procedimenti amministrativi, maturata assistendo enti pubblici, società a partecipazione pubblica e primari operatori industriali. L’avvocato vanta inoltre una significativa attività nei settori regolamentati dell’energia, con particolare attenzione ai profili di diritto ambientale.

«L’ingresso di Sergio Fienga si colloca in questa scelta strategica, in quanto apporta allo studio importanti competenze – sue e del suo team – nel diritto amministrativo regolatorio, con specifico riguardo al settore delle energie», sottolinea ancora Di Carlo. «Poi, tra gli amministrativisti con competenze in questo ambito di attività, in Sergio abbiamo trovato qualità umane e professionali di alto livello, e questo nelle nostre scelte conta molto».

Il percorso professionale di Fienga lo ha visto iniziare presso Clarich Libertini Macaluso & Valli, diventare partner responsabile del dipartimento di diritto amministrativo di Dewey & LeBoeuf, quindi partner e responsabile del dipartimento amministrativo dell’allora studio Cdp (Caiazzo Donnini Pappalardo). Nel 2017 è entrato in Pedersoli, oggi PedersoliGattai, diventandone socio.

Il suo ingresso avviene nella sede di Roma, che assume un ruolo sempre più rilevante nella strategia dello studio. «Che sia entrato nella sede di Roma è quasi incidentale: Roma è una delle due porte di ingresso in studio», chiarisce Di Carlo. Con l’arrivo di Fienga, che segue di pochi mei quello di Silvia Romanelli (ex BonelliErede), il presidio romano si rafforza in modo significativo. «Con l’arrivo di Silvia e Sergio oggi abbiamo 6 Soci e 25 professionisti nella sede romana. Quella dell’energy & infrastructure è un’area di business che intendiamo presidiare innanzitutto dalla Capitale».

Il perché è presto detto, come spiega ancora il managing partner: «È da Roma che operano i tre soci che saranno maggiormente attivi in quest’ambito (Fienga, Solaro, Romanelli, ndr), ed è da Roma che prendono vita alcune delle iniziative dell’industry. Inoltre, nella capitale hanno sede alcuni dei maggiori operatori del settore». Allo stesso tempo, nel contesto di «un progetto unitario qual è Fivers», il presidio romano contribuisce al rafforzamento di practice identitarie come il contenzioso e il regolamentare, con un ruolo chiave anche sul fronte delle opportunità trasversali.

Sul piano dello sviluppo, Fivers continuerà a combinare crescita interna e inserimenti mirati. «La nostra strategia è di continuare a crescere in modo organico, oltre che attraverso lateral hires selezionati», afferma Alfredo Craca, managing partner. «Nel nostro percorso potremo imbatterci in opportunità di partnership o alleanze strategiche, e se saranno interessanti e coerenti con il nostro progetto di studio e di crescita, le considereremo, ma non stiamo cercando soluzioni di questo tipo». Almeno al momento.

Resta centrale la valorizzazione dei talenti interni. «Crescere attraverso la crescita dei Fivers più giovani resta la nostra volontà e la nostra scelta strategica», aggiunge Craca. «I nuovi ingressi sono fisiologicamente caratterizzati da storie professionali e percorsi differenti; noi li inseriamo nel nostro iter di crescita, a tutela loro e di chi era presente in studio da prima, per garantire a tutti prospettive comuni, sempre basate sulla meritocrazia». Un modello che, secondo Craca, ha funzionato anche grazie alla cultura di studio e alla capacità di integrazione dimostrata negli ultimi anni.

Quanto al posizionamento, Fivers rivendica con forza la propria identità. «Siamo un’associazione professionale caratterizzata dalla qualità propria degli studi boutique e al contempo da dimensioni e da una pluralità di practice che rendono possibile assistere i clienti anche nelle operazioni maggiormente strutturate e complesse; una superboutique», spiega Francesco Mantegazza, managing partner. «I partner e i relativi team sono caratterizzati da un livello qualitativo alto e uniforme, grazie al fatto che non ci sono practice centrali e practice ancillari». Un ulteriore elemento distintivo è l’integrazione tra competenze legali e fiscali: «Siamo un vero studio legale e tributario. Questa è la nostra proposta distintiva».

I numeri confermano il racconto. «Dai dati di pre-consuntivo, dovremmo chiudere il 2025 a 22,7 milioni di euro, con un incremento del 18% rispetto al 2024. È il quinto anno di seguito che registriamo una crescita a doppia cifra», afferma Mantegazza. Una crescita trainata, tra l’altro, dal real estate fiscale, dal contenzioso e dal regolamentare bancario, finanziario e assicurativo, oltre che dalla crescita dell’M&A (dove a maggio scorso è arrivato Giorgio Fantacchiotti, da Linklaters). Tra i dossier più significativi del 2025, Fabio Oneglia segnala…

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nicola.dimolfetta@lcpublishinggroup.it

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