Prestiti nulli, Comune di Taranto al sicuro: la sentenza storica dei legali Sticchi Damiani e Corea
Con una sentenza di rilievo, la corte di Appello di Lecce in sede di giudizio di rinvio dalla corte di Cassazione ha dichiarato la irripetibilità delle somme erogate da un istituto di credito in favore del Comune di Taranto, avendo accertato che alla base del prestito obbligazionario di oltre 250 milioni di euro e di un successivo finanziamento di ulteriori 100 milioni, proposto dalla banca al Comune per gestire il suo indebitamento, vi fosse una condotta contraria al buon costume ai sensi dell’art. 2035 del codice civile. Su queste basi è stata accolta l’eccezione di “soluti retentio” sollevata dalla difesa dell’ente pubblico.
All’epoca dei fatti, il Comune era in disavanzo e la sua situazione finanziaria rendeva impossibile restituire un prestito di tale entità, sicché l’intera operazione, adottata in assenza di adeguata istruttoria, è stata dichiarata nulla dai giudici. L’aggravamento dell’indebitamento dell’Ente conseguente a tale operazione sarebbe poi sfociato nel 2006 nell’apertura della procedura di dissesto.
I legali del Comune, Andrea Sticchi Damiani e Ulisse Corea, hanno commentato soddisfatti: «Questa sentenza ha di fatto evitato al comune di Taranto di doversi confrontare con una nuova procedura straordinaria di gestione del debito e quindi le ricadute sociali sono positive e molto forti».



