Il brunch della domenica sa di affari, sfogliati e uova alla Benedict

di letizia ceriani

Gli affari, si sa, non dormono mai. Nemmeno nel fine settimana, momento sacro notoriamente dedito agli affetti familiari e al riposo dal logorio della vita moderna. Ma questo non significa che di solo svago siano fatti i sabati e le domeniche degli avvocati milanesi… C’è chi si ritaglia infatti una parentesi, a unire utile e dilettevole, condividendo una buona colazione con il cliente di passaggio in città o, perché no, un collega dai medesimi intenti.

I grandi hotel di Milano – pensiamo ai rinomati Bulgari, Mandarin e Armani – da anni vantano una ricca proposta ritagliata su quello specifico arco temporale – fino a qualche tempo fa in Italia neanche minimamente considerato – che va dalle 11 alle 15, a intervallare, e a riempire, quelle giornate lente e viziate sempre più al centro delle nostre narrazioni. Calarsi “nel mood” del brunch ha un che di delizioso, non c’è dubbio. Specialmente se la cornice è quella di un meraviglioso dehors, un giardino, o una sontuosa sala elegantemente arredata e frequentata.

È il caso senza dubbio del 10/11 Bar Giardino Ristorante – aperto dalle sette del mattino all’una di notte – del Portrait, incastonato nel cuore del Quadrilatero della moda meneghina. Lo spazio nasce all’interno di un seminario arcivescovile del XVI secolo, uno degli esempi più antichi di architettura barocca lombarda. L’edificio include un hotel (insignito dalla Rossa con due chiavi Michelin, riconoscimento dedicato ai protagonisti dell’hospitality, ndr), una spa, un centro fitness, una parte dedicata a riunioni ed eventi e, infine, un’area dedicata alla ristorazione – che include anche il ristorante Beefbar e il club Rumore. L’internazionalità è di casa in questo luogo e si riflette nella proposta gastronomica.

Il rito del brunch al 10/11 va in scena nel dehors e, nei mesi più caldi, nel rigoglioso giardino. Il menu include un prezzo fisso e una potenzialmente infinita quantità di piatti, assaggi, golosità. In fondo alla sala verandata trionfa un buffet – un tripudio di sfogliati salati, crostate e torte di pasticceria, vari tipi di pane, e poi fresche insalate di cereali e di verdure, formaggi e salumi, e centrifughe detox preparate al momento. È un opulento banchetto, ben pensato e molto chic, senza eccessi né elementi decontestualizzati.

Al tavolo, ogni commensale può liberamente scegliere una bevanda calda – tra caffè, cappuccini, thè e infusi – oltre a un drink di benvenuto (a base alcolica o no), e due piatti caldi. Anche qui c’è l’imbarazzo della scelta. Le uova sono protagoniste e qui si abbinano a ingredienti selezionati e di qualità. L’uovo alla milanese è servito con spinacino fresco, spuma al taleggio e una delicata salsa allo zafferano, oppure su base di pomodoro e formaggio gratinato. Noi assaggiamo anche la versione Royal: salmone affumicato, uova in camicia e salsa olandese sono appoggiati su un croissant salato perfettamente fragrante e burroso.

Dall’aria internazionale – in linea con la clientela – i grandi classici come il club sandwich, di gran soddisfazione, il lobster roll e, per i palati più dolci, pancakes e french toast, e a questo cediamo: qui con shokupan classico con crema al mascarpone, frutti di bosco e (immancabile) sciroppo d’acero.

Al termine del lauto pasto, il team di sala – tentatore! – ci serve al carrello una splendida cheesecake, servita con topping a scelta: caramello salato, crema al cioccolato o coulis ai frutti rossi, con tanto di frutta fresca a cascata. E siamo subito a New York.

Il brunch è un momento pensato per tutti, ma non è da tutti, specialmente al 10/11. Un’occasione di gusto per rendere speciale l’ozio domenicale. Siamo certi che si troverà a proprio agio la nostra amata community.

letizia.ceriani@lcpublishinggroup.it

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