EY Tax & Law, diventa una società (anzi due)
All’inizio del 2024, Marco Magenta (nella foto) è tornato alla guida della service line Tax & Law di EY Italia, dopo aver ricoperto il ruolo di chief operating officer del network in Italia. Il suo ritorno segna l’avvio di un secondo mandato focalizzato su riorganizzazione, innovazione tecnologica e valorizzazione delle persone.
«Abbiamo combinato la competenza manageriale interna con quella sulla service line, e questo ha permesso di ripartire con una visione chiara». Magenta descrive una funzione che non si è limitata a cambiare pelle: è stata rifocalizzata, ampliata e messa nelle condizioni di affrontare un mercato che sta vivendo una delle sue trasformazioni più profonde.
Riorganizzazione e leadership inclusiva
Il primo passo è stato rafforzare il Leadership team e il Consiglio direttivo (cda). La composizione del CDA è passata da 5-6 membri a un organo più ampio, con un terzo di donne, mentre il leadership team esteso ha raggiunto il 36% di presenza femminile, con una struttura organizzativa a matrice su tre dimensioni: practice di competenza tecnica, industry e territorio.
«Vogliamo rappresentare tutte e tre le dimensioni nel leadership team, con un approccio partecipativo e una forte attenzione al gender balance», afferma Magenta. Questo nuovo impianto – più partecipativo e trasversale – è stato accompagnato dalla definizione del ruolo di un general manager e dall’ingresso di profili di alto livello.
Crescita e sostituzione dell’Eco Bonus
Fino allo scorso anno, la service line ha beneficiato dell’opportunità di mercato legata all’Eco Bonus, che ha rappresentato una quota importante del fatturato complessivo (nel 2024 pari a 286 milioni di euro, sulla base alle stime di Legalcommunity BEST 50). Quindi, è stato avviato un piano per rifocalizzare la spinta commerciale sulle attività core, che sta già producendo risultati. Il 2025 ha significato la sfida di sostituire quel volume di business, concentrandosi sulla crescita delle attività tradizionali e sull’introduzione di nuovi servizi industrializzati.
La crescita dello scorso anno ha superato il budget dell’11%, arrivando al 12%, e attualmente il team è sopra budget (+14%). Magenta chiarisce: «Misuriamo il ricavo netto, quello che resta in casa dopo l’outsourcing. Questo indicatore ci mostra una crescita più significativa rispetto al fatturato nominale».
Innovazione tecnologica e nuovi servizi
L’esperienza con l’Eco Bonus ha insegnato a gestire grandi volumi di attività a valore unitario relativamente basso tramite piattaforme tecnologiche. Ora questo modello viene applicato a settori come family office e recupero degli UTP per numerosi fondi clienti, tra cui, come noto, Kryalos SGR che – attraverso Keystone, Fondo di Investimento Alternativo riservato ad investitori istituzionali per la gestione e valorizzazione di crediti unlikely-to-pay (UTP) – nel 2025 ha raggiunto una massa in gestione di 1 miliardo di euro.
La tecnologia, in questo contesto, è un asset chiave. EY ha investito 1,4 miliardi di dollari a livello globale in AI. A livello locale, sviluppa soluzioni grazie a team dedicati e in ecosistema con startup specializzate per rispondere alle esigenze dei singoli mercati. Formazione sull’AI è stata avviata anche con il Politecnico di Milano – Graduate School of Managementper senior manager e partner, consolidando competenze tecnologiche interne.
Dalla compliance alla governance: il futuro del Tax & Law
Il team rafforzato lavora anche su un trend emergente: la corporate tax governance. Dai visti di conformità ai modelli 231, dalla cooperative compliance alla gestione del rischio, la domanda cresce rapidamente, spinta da scenari geopolitici complessi e dalla necessità di prevenzione.
«La tecnologia ridurrà le attività di compliance, ma libererà risorse preziose per tutto ciò che è high-end», conclude Magenta. «In un mondo che va verso più conflitti fiscali, più accertamenti, più complessità normativa, la prevenzione sarà la parte più strategica del nostro mestiere».
Strategia di acquisizione di talenti e studi
La crescita è stata accompagnata anche dall’arrivo di nuovi professionisti nella partnership dello studio. EY ha puntato su inserimenti mirati di figure chiave: Anna Luigia Cazzato dall’Agenzia delle Entrate, Marco Di Capua ex vicedirettore vicario dell’Agenzia delle Entrate con esperienze in Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Leonadro, Aurora Marrocco, esperta di trade & customs ex KPMG, e Lidia Scantaburlo, avvocato specializzato in real estate e diritto amministrativo, arrivata dalla sede italiana della law firm Dwf.
In questo nuovo percorso, la filosofia di EY privilegia l’integrazione sinergica. È una strategia che punta «a una sinergia concreta e misurabile: i nuovi ingressi devono poter recuperare rapidamente le quote di portafoglio non “portabili” grazie all’integrazione del loro business case con un ecosistema – quello EY – che offre accesso a industry, territori e practice specialistiche», spiega Magenta.
Il modello mira a un “matrimonio di lungo periodo” con i professionisti, riducendo i rischi di fallimento degli inserimenti. EY offre un modello di partnership stabile, capace di gestire anche il passaggio generazionale degli studi – come avvenuto in precedenti operazioni, incluse quelle avviate a Bari – e di valorizzare gli ingressi tramite un processo strutturato di due diligence culturale oltre che numerica».
Rifocalizzazione sul legale e lavoro di squadra
Contrariamente a voci di mercato circolate sulle Big4, in EY non c’è stato un ripensamento della strategia legale: la linea è stata riconfermata a livello globale ed europeo. La strategia mira a creare un’offerta legale sensata e integrata, evitando aree esposte a potenziali conflitti d’interesse o naturalmente caratterizzate da bassa integrabilità con il resto dell’ecosistema EY. Il modello non è quello del grande studio tradizionale, ma un «law sensato», integrato, con specializzazioni industriali coerenti con le attività di EY.
Niente diritto penale, poco interesse per l’antitrust, cautela sulla litigation a causa dei conflitti: la crescita è concentrata sulle aree dove EY può offrire sinergie reali e scalare in modo competitivo.
«La prevalenza dell’obiettivo collettivo sull’individuale è il nostro principio guida», spiega Magenta. La performance viene valutata sul lavoro di squadra, incentivando la collaborazione e massimizzando l’efficacia commerciale.
La svolta societaria
Dal primo gennaio, intanto, EY ha completa un’operazione significativa: la creazione di due nuove società, una STP per i fiscalisti e una STA per gli avvocati.
«Questa scelta conferma la centralità del legale nella nostra strategia e ci consente di operare con maggiore focalizzazione, rispettando pienamente tutte le normative professionali», sottolinea Magenta. L’operazione permetterà di distinguere i percorsi professionali, semplificare i processi e mantenere coerenza e sinergia tra le due anime della service line.
Headquarter rinnovato: modernità e capacità aumentata
Parallelamente, la sede milanese – casa della practice da nove anni – è al centro di un radicale rinnovamento: incremento della capacità del 30%, modernizzazione degli impianti, nuove aree verdi, una caffetteria interna, ristorante all’ultimo piano e nuova buvette clienti.
«Non si tratta solo di un restyling estetico», sottolinea Magenta, «ma di creare spazi che favoriscano collaborazione, innovazione e benessere». Durante i lavori, EY ha attivato sedi temporanee in via Solari e in una torre di coworking adiacente, garantendo continuità operativa senza interruzioni.
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