Il mercato globale dei servizi legali sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma profondissima. Nel giro di pochi anni, una serie di mega-fusioni ha cambiato la geografia del potere negli studi internazionali. E ciò che sta emergendo è chiaro: una nuova élite globale del diritto.
L’ultimo segnale arriva dalla nascita di Ashurst Perkins Coie, ma il terremoto è iniziato prima.
Nel 2024 la fusione tra Allen & Overy e Shearman & Sterling ha creato A&O Shearman: 3.900 avvocati, quasi 800 partner, 49 uffici e ricavi da 3,4 miliardi di dollari. Una struttura capace di operare insieme su diritto inglese, statunitense e locale.
Poi, nel 2025, un’altra scossa: Herbert Smith Freehills e Kramer Levin uniscono le forze. Nasce HSF Kramer, 2.700 avvocati, oltre 630 partner, oltre 2 miliardi di dollari di ricavi previsti e un unico profit pool.
Perché tutto questo? Le ragioni sono strutturali.
Le imprese operano su filiere globali e vogliono consulenza continua, integrata, ovunque. La complessità normativa aumenta. L’AI richiede investimenti enormi. La guerra per i talenti è globale. Solo i giganti possono reggere questo ritmo.
E gli effetti si vedono già.
Per il mercato: un consolidamento accelerato. I grandi assorbiranno i clienti globali, mentre le firm medie saranno spinte verso nicchie sempre più specialistiche.
Per i clienti: più continuità transfrontaliera, ma meno alternative reali ai colossi.
Per gli avvocati: nuove opportunità internazionali, ma anche performance più serrate e identità professionali più uniformate.
Ashurst Perkins Coie non è un evento isolato: è l’ennesimo passo verso un mercato dominato da pochi, potentissimi studi globali. Integrati, tecnologicamente avanzati e con la stessa capacità finanziaria delle multinazionali che assistono.
La domanda ora è semplice e inevitabile:
questa concentrazione migliorerà la qualità dei servizi legali o ridurrà la concorrenza e la pluralità che hanno sempre alimentato l’innovazione nel settore?