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Costituzione di nuove imprese: meno burocrazia fa bene all’economia. Ce lo ricorda anche la Banca d’Italia

L’eccesso di burocrazia grava sul sistema produttivo e scoraggia gli investimenti. E’ cosa ovvia e nota, ma è sempre bene quando qualcuno ce lo ricorda, con numeri alla mano e proposte di soluzione.

Ha toccato questo tasto dolente la Banca d’Italia. Nella relazione annuale presentata pochi giorni fa viene segnalato uno studio che porta l’attenzione su come, anche solamente ridurre i tempi per ottenere le autorizzazioni per iniziare un’attività imprenditoriale, gioverebbe parecchio in termini di punti di PIL.

Chi desidera iniziare una nuova attività deve affrontare costi, sia economici sia in termini di tempo, per la costituzione dell’impresa e per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie perché possa effettivamente operare.

Mentre negli ultimi anni si sono ridotti i tempi per la costituzione (atto costitutivo, tempi di iscrizione nel registro delle imprese etc.), per quanto riguarda le tempistiche per le autorizzazioni allo svolgimento di determinate attività (una fra tutte, la famigerata SCIA), la situazione è ancora inefficiente e variabile a seconda dei diversi settori produttivi e territori.

Con riferimento alla costituzione, la notevole riduzione dei tempi è dovuta all’affidamento, sin dal 2000, del controllo di legittimità sullo statuto (così come su molti altri atti relativi alla vita dell’impresa) al notaio invece che al giudice. Quando ancora ci voleva l’omologa del tribunale, si rischiava di aspettare anche dei mesi. Adesso, grazie al ruolo del notaio, si può costituire la propria società anche in un solo giorno.

Per l’ottenimento delle autorizzazioni, purtroppo, lo scenario è ancora poco incoraggiante. Nella relazione della Banca d’Italia si parla di circa quattro mesi di tempo per ottenere il via libera per potere finalmente aprire il negozio o mettere in funzione gli impianti produttivi. Potrebbe anche sembrare un periodo non eccessivamente lungo, ma ci rendiamo conto come invece lo sia quando leggiamo dei benefici che deriverebbero dall’accorciare i tempi.

Una riduzione dei tempi di avvio del 40 per cento (quindi circa due mesi per ottenere le autorizzazioni), porterebbe un incremento della produttività e del tasso di imprenditorialità del 4 per cento, e della dimensione media delle nuove imprese del 9 per cento. Il tutto con un incremento del PIL di quasi il 2 per cento. È il caso di darci una mossa.

 

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