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La rinuncia al diritto di proprietà

La rinunzia al diritto di proprietà: effetti e riflessi
Rinunziare ad una proprietà non è usuale ma si pensi ad una quota di comproprietà, onerosa ed inutile, di un rudere inutilizzato e inutilizzabile o ad un appezzamento di terreno in un luogo mai frequentato. Questi potrebbero essere alcuni dei casi che portano alla seguente domanda: come sbarazzarsene?
Con riferimento ai beni mobili, un soggetto può liberarsene attraverso l’abbandono che rende il bene suscettibile di occupazione. Ovvio che un bene immobile non ha la stessa valenza ma partendo da questo presupposto, si è passati con l’affermare che non è possibile abbandonare un bene immobile lasciandolo al pubblico e rendendolo res nullis ma d’altro canto non può impedirsi la rinunzia.
Melania Maucielo,
Gaeta e Associati Tax & Estate
Napoli, Milano


La Cassazione sul trust interno e il trust liquidatorio

E' interessante la sentenza n. 10105/14 della Corte di Cassazione.

Depositata il 9 maggio scorso, la sentenza interviene nella decisione su un

trust liquidatorio, analizzando efficacemente i requisiti di validità di un trust.

Come i Giudici stessi riconoscono, la disciplina dei trust in italia, cosidetti

trust interni, è prevista dalla ratifica della Convenzione dell'Aja avvenuta da

parte dell'Italia nel 1989.

Con tale ratifica l'Italia ha dato pieno riconoscimento alla Convenzione

che regola legge e riconoscimento stesso dei trusts, secondo cui, a

norma dell'art. 2 per trust deve intendersi: i rapporti giuridici

istituiti da una persona, il disponete – con atto tra

vivi o mortis causa – qualora dei beni siano stati posti

sotto il controllo din un trustee nell'interesse di un

beneficiario o per un fine determinato.

Tale articolo 2 della Convenzione viene letteralmente riportato nel testo della

sentenza della Cassazione.

I giudici del palazzaccio, come riportato sopra, sono stati investiti dal giudizio

su un fallimento di una società a responsabilità limitata, ove il rappresentante

legale aveva istituito un trust autodichiarato con lo scopo di liquidare

il patrimonio aziendale, cosidetto trust liquidatorio, dimostrando di ben

conoscere lo strumento, il suo funzionamento e le leggi che lo regolano.

Particolarmente lucida appare la lettura della Corte di Cassazione

nell'affrontare il tema dela causa dell'istituto, discriminante per il

riconoscimento stesso della validità del trust.

Nel testo della sentenza si può leggere ancora: il trust può essere

piegato al raggiungimento dei più vari scopi pratici;

occorre perciò esaminare, al fine di valutarne la

liceità, le circostanze del caso di specie, da cui

desumere la causa concreta dell'operazione.

I giudici richiamano altresì puntuale giurisprudenza di legittimità che ben

ha inquadrato le fattispecie di trust di volta in volta sottoposte alla loro

giurisdizione, come ad esempio i casi di sham trust (trust apparente).

Dalla lettura dei passaggi della sentenza 10105/14 quindi vi sono diversi

spunti interessanti sull'argomento, tra cui appunto la convinzione dei giudici

di dover sottoporre ad una analisi la fattispecie del caso onde ricercare la

causa che legittima di volta in volta l'utilizzo del trust.

Come in ogni negozio giuridico quindi la causa risulta essere elemento

essenziale la cui assenza o illiceità determina la nullità dell'atto stesso.

Altresì apprezzabile la tesi dei Giudici, conforme ad un oramai sempre più

diffuso orientamento dei giudici di merito, circa la nullità del trust liquidatorio

allorchè questo sia contrario ai principi stabiliti dalle leggi concorsuali.

Si pensi ad esempio alla necessità di tutela della par condicio creditorum

ovvero alle forme stesse pubblicistiche delle procedure concorsuali.

Tutti questi spunti oltre a denotare la preparazione dei giudici della Supreme

Corte di Cassazione in materia di trust, non fanno che sottolineare la liceità

dell'utilizzo dello “strumento” in Italia, nei casi in cui però, come per tutti

gli istituti previsti dal nostro ordinamento, gli elementi essenziali, tra cui la

causa, non risultino assenti ovvero illeciti.


La proprietà intellettuale nel life science: i seminari di IPyard

Il 15 aprile e 6 maggio due seminari in materia life sciences organizzati da IPyard, associazione per lo sviluppo della proprietà intellettuale.